Contenuti e grafica per un sito web. Ma la SEO?

Ieri mi ha contattato un’agenzia web che mi chiedeva di offrire consulenza SEO ad un sito web “quasi finito”.

Altre volte mi capita di avere richieste da siti già on line da tempo e sui quali i clienti non si dicono disposti ad una ri-progettazione ex novo.

In entrambi i casi c’è un errore di base: non si è mai pensato ad una strategia SEO prima di fare o rifare il sito.

L’errore più comune quando una azienda pensa di rifarsi il sito

Quando un’azienda pensa di rifare il sito web chiama una o più agenzie di web design, si fa fare una serie di preventivi, e quando gli si propone preventivamente un’attività strategica di SEO la risposta più comune è “Per ora mi interessa fare il sito, poi per la SEO vedremo…

La web agency ovviamente accetta a malincuore e porta comunque lavoro alla sua agenzia ma si trova spesso ulteriori difficoltà tra le quali

  • La struttura del menu spesso è decisa dall’azienda che vuole copiare a modo suo quello che reputa il suo maggior concorrente.
  • I testi sono spesso forniti dal cliente perché pagare un SEO copywriter, magari specializzato in scrittura seo “non serve“.
  • I testi di solito sono quasi gli stessi usati già in brochure o altro materiale cartaceo già prodotto.
  • Le immagini a corredo dei testi spesso sono forniti dal cliente con proporzioni e formati, magari prodotti da fotografi professionisti per il cartaceo, senza considerare alcune prerogative del web come ad esempio le esigenze della responsività.

Una volta che la bozza del sito piace al titolare dell’azienda e solo se piace al titolare dell’azienda, allora viene pubblicato. Tutti contenti. Per ora sì.

Dopo qualche mese l’azienda inizia a rendersi conto che da sito non arrivano contatti e che, con tutta probabilità, la spesa fatta per dotarsi del sito aziendale, per quanto a risparmio, è stato un costo inutile. Unica consolazione: “Però è bello!”.

La funzione fondamentale del sito web: creare contatti

Il sito web aziendale ha una funzione fondamentale: è lo strumento che dovrà portare all’azienda nuovi clienti e nuovo fatturato.

E da solo il sito web, per quanto bello, non lo può fare senza applicare già in fase di progettazione principi di web marketing e di SEO.

A quel punto il titolare dell’azienda potrebbe iniziare ad investire in annunci ADS o sponsorizzate Meta: ma a quale costo? Ed una volta che arrivano visitatori da queste piattaforme, quanti di loro contattano l’azienda?

Dopo aver buttato soldi facendo esperimenti autogestiti su social e ADS allora si ricorre come ultima spiaggia alla SEO, e per quello ci vuole “per forza” un esperto: “Qui in azienda nessuno ne capisce!

E allora ecco nuovamente le dolenti note: un consulente serio farà un’analisi che spesso potrà essere impietosa e che implicherà la necessità di rimettere mano in modo strutturale al sito web. Altri soldi da spendere, web designers che dovranno essere ricontattati, immagini da rifare ecc.

Progettare la SEO prima di fare il sito fa risparmiare tanti soldi

Sembra un paradosso: per un sito con tanto di consulenza SEO l’azienda dovrà sborsare tanti più soldi (ecco ad esempio un listino prezzi seo per la sola consulenza SEO) rispetto al solo sito.

In effetti iniziare a fare il solo sito può costare molto meno ma si deve sapere che da solo difficilmente porterà un qualsiasi risultato.

Se si vuole fare business attraverso il sito web allora il cliente non può non considerare un’investimento iniziale adeguato, che sarà comunque sempre meno di quanto spenderà successivamente per “riparare” al deserto di visibilità e contatti.

Le fasi di progettazione di un sito web che funziona

Come bene scrive Bruce Clay in questo articolo pubblicato su SearchEngineLand le fasi da considerare per la progettazione di un sito web sono fondamentalmente tre.

  • La fase strategica (tramite l’impostazione di un piano SEO)
  • La fase di costruzione del sito (implementazione tecnica, contenuti e ottimizzazione)
  • La fase di lancio del sito

Rimandiamo alla lettura dell’articolo per ulteriori approfondimenti e per la terza fase, ma vorrei ancora scrivere qualcosa sulle prime due fasi.

La parte strategica

In questa fase ci si incontra con i responsabili dell’azienda e si inizia con un’intervista: quali funzioni deve avere il sito? Quale pubblico lo deve leggere? Quali prodotti e servizi deve proporre? Quali sono i competitors più importanti (il consulente SEO ovviamente ne potrebbe trovare altri non considerati tali dall’azienda).

Tra le domande propedeutiche che si faranno al clienti vi sono le seguenti:

  • Quali sono gli argomenti principali per cui il tuo sito web dovrebbe essere rilevante?
  • Cosa cercheresti su un motore di ricerca se cercassi ciò che abbiamo da offrire? 
  • Come descrive il nostro pubblico ciò che abbiamo da offrire? 
  • Quali sono i problemi che i nostri prodotti o servizi risolvono? Cosa cercherebbe qualcuno se avesse questi problemi?

Le risposte permetteranno al consulente SEO di individuare le parole chiave su cui imperneare i contenuti del sito, nonché il percorso comunicativo e di convincimento che deve portare alle conversioni individuate.

La costruzione del sito

Una volta preparato il progetto sulla carta, organizzato il menu, prodotti i testi e contenuti, organizzato il percorso di conversione il sito va costruito.

Anche qui le competenze del consulente SEO sono di supporto per l’ulteriore ottimizzazione di quanto si sta preparando soprattutto con verifiche sulla user experience e user interface.

Ci sono tre principali aree di preoccupazione: 

  • L’aspetto tecnico del sito.
  • Lo sviluppo dei contenuti del sito.
  • L’ottimizzazione on-page del sito.

Non dimenticare il mobile

Tra le verifiche che spesso chi costruisce dimentica di fare è verificare che il sito sia ben visibile su mobile.

La maggior parte delle ricerche su Google anche tramite assistente vocale avviene proprio su smartphone. Una cattiva esperienza da questo mezzo significa precludere tutto il progetto e non raggiungere gli obiettivi posti.

Conosco personalmente sviluppatori che disegnano il sito principalmente per mobile, verificando poi la sua visibilità anche su altri devices, che siano desktop computer, laptop, televisori, tablet ecc.