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Nuovo sito web per lo studio legale Matrone di Scafati

consulenzalegale.info
consulenzalegale.info

La Dopstart ha realizzato un restyling completo del sito web dello studio legale dell’Avvocato Emiliana Matrone in San Pietro di Scafati (Salerno).

Dopo quasi dieci anni dalla vecchia versione, consulenza-legale.info appare un sito completamente nuovo, veloce e soprattutto più fruibile da mobile grazie alla sua completa responsività.

La struttura generale ricalca quella vincente del passato ma con notevoli novità: la home page presenta gli articoli divulgativi dell’Avvocato Matrone organizzati in blocchi per materia.

Le pagine interne presentano ulteriori tool di approfondimento e di condivisione sui social network.

E’ inoltre stata resa più semplice da ogni pagina la possibilità per l’utente di poter inviare una richiesta di consulenza giuridica on line al legale da apposita call to action ben visibile al lato dell’articolo su versione desktop, ed in calce allo stesso in versione mobile.

Nuovo logo per lo studio legale Matrone di Scafati

logo matrone
logo matrone

La Dopstart ha realizzato un nuovo logo per lo studio legale dell’Avv. Emiliana Matrone sito in San Pietro di Scafati (Salerno).

Si tratta di una realizzazione ex novo in vettoriale che riorganizza meglio la precedente composizione.

Il pittogramma riprende il tema classico della bilancia della giustizia ma quest’ultima diventa stilizzata.

Ciò che normalmente è strumento per la misurazione di masse mediante confronto con masse campione diventa semplicemente un concetto di sé a tratti evanescente.

I piatti della bilancia, in equilibrio stabile con il giogo orizzontale, sono accennati, quasi indefiniti come indefinite originariamente sono le cause che l’avvocato si appresta a curare con sapiente professionalità, portandole alla definizione finale del giudice, favorevole per la parte rappresentata.

La bilancia è chiusa da un primo cerchio visibile e un secondo cerchio visibile solo alle estremità in corrispondenza dei piatti. Il cerchio si chiude soltanto con sentenza passata in giudicato, ma prima di arrivare a quel momento c’è un lungo lavoro di studio.

La parte testuale evidenzia il titolo, il nome e, soprattutto, il cognome dell’Avvocato Matrone. A chiudere la parte testuale il nome del dominio del sito web al quale l’Avvocato dedica gran parte del suo prezioso “tempo libero” per divulgare informazioni e consigli alla massa degli utenti on line offrendo agli stessi la possibilità di una consulenza via internet.

Vedi anche: Realizzazione logo aziendale

Cosa sono le YMYL pages

ymyl pages
ymyl pages

Cosa sono le pagine YMYL

Ci sono pagine web per le quali Google chiede ai quality raters maggiore attenzione in quanto le informazioni in esse contenute potrebbero potenzialmente influenzare attualmente o in futuro il benessere, la salute o la stabilità finanziaria degli utenti.

Sono, dunque, pagine particolarmente sensibili per Google e un maggiore impegno è richiesto in fase di progettazione.

Tali pagine sono chiamate da Google “YMYL Pages” dove YMYL è l’acronimo di Your Money or Your Life (in italiano diremmo “O la borsa o la vita”).

Come Google parla delle YMYL pages

“Ci sono alcune pagine per le quali la PQ (Page Quality) è particolarmente importante. Chiamiamo queste pagine “O la borsa o la vita” (YMYL). Sono pagine che possono avere un impatto sul vostro attuale o futuro benessere (fisico, finanziario, di sicurezza, ecc). Le pagine YMYL dovrebbero provenire da siti web affidabili e il contenuto deve essere creato con un elevato livello di competenza e autorevolezza “.

Google Quality Raters General Guidelines, 28 marzo 2016 – http://static.googleusercontent.com/media/www.google.com/en//insidesearch/howsearchworks/assets/searchqualityevaluatorguidelines.pdf

Esempio di YMYL Pages

Un esempio di tali pagine web:

  • Shopping o pagine di transazioni finanziarie, ossia pagine web che consentono agli utenti di effettuare acquisti, trasferire denaro, pagare le bollette eccetera. Due esempi tra tutti siti di e-commerce, banche on line.
  • Pagine web di informazioni finanziarie che offrono consigli o informazioni su investimenti, tasse, pianificazione pensionistica, acquisto immobili, acquisto di assicurazioni, tasse universitarie ecc.
  • Pagine di informazioni mediche, ossia quelle che forniscono consigli o informazioni sulla salute, i farmaci, specifiche malattie o condizioni di salute, salute mentale, nutrizione e alimentazione, ecc
  • Pagine di informazioni legali, ossia pagine web che forniscono consulenza legale o informazioni su temi come il divorzio, la custodia dei figli, la creazione e manifestazione della volontà, cittadinanza, etc.
  • Altre pagine che possono essere considerate YMYL, come quelle che parlano dei procedimenti di adozione del bambino, sicurezza auto ed altro.

Si richiede per questo tipo di pagine standard di qualità particolarmente alta in quanto una bassa qualità di tali pagine potrebbe condizionare negativamente il benessere, la salute, o la stabilità finanziaria degli utenti.

E di questo Google ne è ben consapevole.

AdWords e marchi registrati. Come richiedere l’autorizzazione?

AdWords e marchio registrato
AdWords e marchio registrato

I marchi registrati e AdWords

Una delle difficoltà quando si va a preparare una campagna AdWords può essere costituita dall’esistenza, tra le parole chiave scelte nell’impostare un annuncio, di un marchio registrato.

Ciò che può accadere è che la propria campagna non viene approvata o approvata con limitazioni.

Facciamo un esempio: Ipotiziamo che un cliente proprietario di una palestra vi chiede in qualità di suoi consulenti AdWords di impostare una campagna che abbia ad oggetto uno dei suoi corsi tanto di moda e che probabilmente è un marchio registrato internazionale .

Fate le vostre brave indagini sulla search volume ed altro, pianificate e impostate la campagna inserendo nel titolo e all’interno dell’annuncio proprio la parola in questione che identifica perfettamente il tipo di corso.

Ad un certo punto vi stupite che l’annuncio non parte o risulta “limitata”.

AdWords vi avvisa che la parola usata è un marchio registrato e pertanto per poterlo utilizzare c’è bisogno dell’autorizzazione del titolare del marchio.

Adwords vi indica anche come procedere e chi contattare mediante un proprio modulo ad hoc.

La politica dei marchi per AdWords

Si tratta di un argomento piuttosto importante e attuale visto che moltissime campagne AdWords vengono impostate proprio per agevolare il posizionamento con determinati marchi celebri e registrati, soprattutto quando i clienti inserzionisti sono rivenditori.

Google riconosce l’importanza dei marchi e dedica all’argomento una ben precisa politica sui marchi registrati.

Gli inserzionisti sono responsabili per le parole chiave e per i contenuti che scelgono di utilizzare per impostare gli annunci.

Quando Google AdWords rileva che si sta usando una keyword corrispondente ad un marchio registrato ne può limitare l’utilizzo e contestualmente avvisa l’inserzionista del problema.

Approvazione limitata dell’annuncio AdWords

Lo stato dell’annuncio si può vedere navigando nella relativa campagna e facendo clic sulla scheda Annunci per visualizzare tutti gli annunci in quella campagna determinata.

L’annuncio può risultare approvato, approvato (con limitazioni) o non approvato.

Nel caso l’annuncio risulti non approvato per l’utilizzo di un marchio si può agire nei seguenti modi:

  • Rimuovere il marchio dall’annuncio. Una volta salvato, l’annuncio verrà riesaminato e sarà pubblicato, a condizione che non vengano rilevati altri problemi relativi alle norme;
  • Correggere l’annuncio e la pagina di destinazione in conformità con la politica del rivenditore e del sito informativo (maggiori informazioni qui );
  • Richiedere l’autorizzazione al proprietario del marchio.

Come richiedere l’autorizzazione al proprietario del marchio.

Il sistema più rapido è chiedere l’autorizzazione direttamente al titolare del marchio.

Nel caso non lo si conosce AdWords mette a disposizione un modulo per poterlo contattare. Si compila il “Modulo di richiesta di autorizzazione di terze parti” .

Una volta inviato il modulo di autorizzazione, il team di supporto AdWords dovrebbe provvedere entro due giorni lavorativi.

Potrebbe accadere che il titolare del marchio, per poter concedere l’autorizzazione, richieda direttamente all’inserzionista di operare delle correzioni, per esempio alla parola chiave. 

Una volta aggiustato tutto e avvisato il proprietario del marchio, quest’ultimo darà il suo benestare e il team Google autorizzerà l’account AdWords a utilizzare il marchio.

Ciò significa che l’inserzionista potrà inviare nuovamente i propri annunci in modo che possano passare nuovamente attraverso il processo di revisione.

Requisiti richiesti ai rivenditori

Pagina di destinazione dedicata: la pagina di destinazione dell’annuncio è principalmente dedicata alla vendita (o deve comunque facilitare la vendita) dei beni o servizi corrispondenti al marchio o alla vendita di componenti, parti di ricambio o prodotti o servizi compatibili relativi ai beni o servizi corrispondenti al marchio.

In sostanza la pagina di destinazione deve fornire chiaramente un modo per acquistare il prodotto o i servizi e nel caso non sia possibile la pagina deve contenere informazioni commerciali (es. tariffe, prezzi o preventivi) sul prodotto o sui servizi.

Requisiti richiesti ai siti informativi

Pagina di destinazione dedicata: La pagina di destinazione dell’annuncio deve fornire informazioni sui prodotti o servizi corrispondenti al marchio.

E i proprietari dei marchi come possono verificare l’utilizzo del proprio marchio nell’annuncio?

AdWords ha preparato una guida per i proprietari dei marchi  nella quale si indica come:
Presentare un reclamo relativo all’utilizzo del marchio negli annunci AdWords.
Autorizzare determinati account AdWords a utilizzare il marchio in questione, compreso il proprio account o quelli di eventuali partner o società consociate.

PS: Per reclami relativi ad articoli contraffatti o a contenuti protetti da copyright esistono ulteriori norme.

Le norme editoriali di Google AdWords

norme editoriali adwords
norme editoriali adwords

Le norme editoriali di Google AdWords rappresentano una precisa filosofia editoriale che è necessario rispettare quando si imposta una campagna.

Nel nostro modo di scrivere su internet, dalle chat ai blog, siamo abituati ad usare molto spesso determinati caratteri speciali come ad esempio gli emoticons.

Inoltre molto spesso siamo abituati ad abbreviare i termini o non curarci più di tanto di refusi ed errori di ortografia dando spesso e volentieri colpa al famigerato T9.

In Google AdWords errori ortografici e caratteri speciali non sono consentiti.

Ma andiamo ad approfondire meglio la questione.

La filosofia editoriale di Google AdWords

Nel supporto di AdWords esiste un capitolo dedicato ai Requisiti Redazionali dove si indicano con esempi concreti quali errori non sono consentiti.

Gli errori possono riguardare:
– stile e ortografia
– Punteggiatura e simboli
– Lettere maiuscole
– Ripetizioni
– Spaziature non consentite

Inoltre non è possibile aggiungere il numero di telefono nel testo dell’annuncio ma in alternativa si possono utilizzare le estensioni di chiamata.

Infine, sempre lato contenuto, è necessario assicurare una determinata qualità alle immagini e ai video.

Il motivo delle norme editoriali

Le norme editoriali di AdWords sono state redatte con una particolare attenzione all’utente che vedrà il vostro annuncio. Google intende, infatti, garantire un’esperienza utente coerente e chiara e non ingannevole.

Cosa accade se si violano le norme editoriali?

Molto semplice: gli annunci non conformi alla politica non verranno mostrati.

Facciamo alcuni esempi di errori più comuni:

Dal punto di vista della grammatica: evitare errori di battitura, punteggiature esagerate tipo “Acquista ora !!!”, simboli non necessari come “&”, l’utilizzo del “+” al posto della congiunzione “e”, parole senza senso alcuno, alternanza di caratteri minuscoli e maiuscoli, parole tutte in maiuscolo, utilizzo di emoticons.

Dal punto di vista dello stile: non includere “Fai clic qui” nel tuo annuncio, non includere il numero di telefono nel testo dell’annuncio, ma utilizza un’estensione di chiamata ed inoltre gli annunci illustrati devono essere chiaramente contrassegnati con il nome di un’azienda, il logo e l’URL di visualizzazione.

Come valutare le performances di una campagna Adwords

performance adwords
performance adwords

La valutazione delle performance di una campagna Adwords è tra le attività continuative che un buon consulente AdWords deve avere tra le sue tasks operative.

Bisogna sapere cosa sta funzionando e soprattutto cosa non sta funzionando per non investire inutilmente una parte o tutto il budget destinato ad una o più campagne tramite lo stupendo strumento offerto da anni da BigG.

Le performances di una campagna Adwords sono monitorate anche dallo stesso software che offre la possibilità di mostrare determinate criticità e, addirittura, di proporre aggiustamenti per ottenere risultati migliori.

Per valutare le performances si utilizzano frequentemente i rapporti e le metriche.

Le metriche più importanti di Adwords

Impressioni. Le impressioni mostrano la frequenza con cui il tuo annuncio è stato mostrato su una pagina dei risultati di ricerca o sul sito della Rete Google.

CTR: quanti clic ha ricevuto il tuo annuncio. La percentuale di clic (CTR) indica la percentuale di persone che ha visto il tuo annuncio e fatto clic su di esso.

Conversioni: Le conversioni mostrano quante persone hanno fatto clic sul tuo annuncio nel tuo sito e hanno fatto qualcosa che per te ha valore, ad esempio effettuare un acquisto, inscriversi ad una newsletter, telefonare o eseguire download.

CPA: Costo per acquisizione o costo per conversione che indica quanto costa la conversione di ogni annuncio.

Tasso di conversione: Il tasso di conversione mostra quante conversioni sul tuo sito sono il risultato di un clic sull’annuncio. Esempio: 50 conversioni da 1.000 clic, 50 ÷ 1000 = 5 percento tasso di conversione.

Ritorno sull’investimento (ROI): ci dice quanto è efficace la tua spesa pubblicitaria mostrandoti quanto ti restituisce.

Come si calcola il ROI? Il ROI viene calcolato con questa formula: (Profitto – Costo) / Costo.
Esempio: se il tuo annuncio ha generato € 1,200 di vendite per un prodotto che costa € 600 e il costo pubblicitario è stato di € 200, il ROI è [€ 1,200 (€ 600 + € 200)] / (€ 600 + € 200) = 50% ROI.

Ritorno sulla spesa pubblicitaria (ROAS): permette di esaminare esclusivamente l’efficacia dei propri annunci. Il ROAS è una misura dell’efficacia di un annuncio che non contiene aspetti come il costo delle merci o altri costi del attività commerciale.

Facciamo un esempio concreto: stiamo portando avanti una campagna per un sito di ecommerce che vende discretamente bene. L’obiettivo posto dal capo è di capire se si può vendere di più a parità di budget investito e di stagionalità. Ecco che ci vengono incontro le metriche di adwords. Potremmo, restando nell’esempio, raccogliere in un report i dati di frequenza di clic che hanno generato vendite e percentuale rispetto a quelli che non ne hanno generato.
Si tratta dunque di estrapolare per ogni annuncio, o per ogni parola chiave in gioco, il tasso di conversione.

Come misurare il rendimento di una campagna

Ci sono degli indicatori chiave di performances che vanno monitorati almeno settimanalmente. Oltre al quadro generale della campagna che si fa anche semplicemente osservando la Panoramica di Adwords, bisogna poi approfondire cliccando sulle seguenti schermate:

Campagna: per vedere il rendimento complessivo delle campagne
Gruppi di annunci: per vedere e capire quanto i singoli annunci stanno effettivamente promuovendo il prodotto o il brand, quante impressioni ottengono, quanti click ecc.
Il rapporto sui termini di ricerca per comprendere quali query hanno digitato gli utenti su Google prima di atterrare tramite l’annuncio sul sito di destinazione. Tramite questo rapporto è possibile anche immediatamente rendersi conto se ci sono nuove parole chiave che stanno generando più click e aggiungerlo così nell’elenco generale delle parole chiavi o, viceversa, escludere il termine mediante il tool parola chiave inversa.
User location: sapere dove risiedono gli utenti è utile per indirizzare a quella determinata area una certa campagna in modo più efficace.
Geolocalizzazione: sapere da dove gli utenti hanno manifestato interesse è ugualmente utile.
Esperienza della pagina di destinazione: per migliorare la propria landing page nel caso mostra un punteggio basso
Confronto tra visitatori da organico e da adwords: è importante per capire come i clienti cercano un prodotto o servizio e puntare su nuove parole chiave.
Il flusso di conversione: una volta attivate le conversioni si possono studiare i flussi, il percorso che gli utenti fanno per convertire, clic e fattori vari lungo il percorso.

Lo scopo di una pagina web

scopo di una pagina web
scopo di una pagina web

Aver chiara la visione dello scopo delle proprie pagine web prima di realizzarle aiuta la comunicazione on line ad essere più efficace ed il sito a posizionarsi meglio.

Il sito web e le singole pagine in cui può diramarsi, sono strumenti, nient’altro. Come vengono usati questi strumenti può essere determinante per il successo o l’insuccesso di una comunicazione su internet.

Pagine web di qualità: 4 consigli utili per la Seo

pagine web di qualità
pagine web di qualità

Il contenuto nelle pagine web di qualità ha un peso importante ai fini dell’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Quando ad una determinata query di ricerca Google (o altri motori) mostrano la pagina di risultati (Serp), possiamo vedere che gli stessi mostrano risultati pertinenti.

Risultati pertinenti sono quelli che contengono l’informazione richiesta  dall’utente che cerca la stessa su Google per soddisfare il bisogno di conoscenza.

Un motore di ricerca che funziona bene è quello che mette nel minor tempo possibile a disposizione dell’utente l’informazione richiesta, informazione che si trova proprio nel contenuto delle pagine posizionate.

Si parla di rilevanza del contenuto e della sua pertinenza con la richiesta di informazione.

Per ottenere il posizionamento sui motori di ricerca, il consulente SEO sa bene che è necessario creare pagine web di qualità.

Per creare pagine web di qualità e rendere dunque il contenuto rilevante agli occhi del motore di ricerca è importare fare queste quattro importanti valutazioni:

1.Il contenuto offre pienamente l’informazione a chi la chiede digitando determinate parole chiave?

Provate a immaginare come gli utenti cercano l’informazione che intendete offrire.

Provate a simulare una ricerca su Google nel cui risultato in serp vorreste trovare il vostro contenuto.

Infine provate a domandarvi quale contenuto potrebbe pienamente soddisfare le vostre aspettative.

2.Il contenuto è fruibile su ogni dispositivo?

Gli utenti cercheranno il vostro contenuto sia dal PC di casa ma anche da altri devices come ad esempio uno smartphone o un tablet.

E’ necessario dunque che il vostro contenuto sia formattato in modo da essere pienamente fruibile su tutti i dispositivi dove potrebbe essere letto, soprattutto i mobile.

3.La pagina web si carica in modo veloce?

Un utente che chiede soddisfazione alla propria domanda di informazione non è disposto ad aspettare tanto per poterla soddisfare.

E’ importante dunque che la pagina web con il vostro contenuto si carichi velocemente.

Il rischio è che anche ben posizionati, l’utente andrà a soddisfare la sua richiesta nella pagina web mostrata dal risultato successivo.

4.Il contenuto è accessibile a tutti?

Non dobbiamo sottovalutare il fatto che molti utenti possono avere problemi di diverso tipo, come ad esempio visivi o uditivi.

L’accessibilità di un contenuto è un fattore da tenere sempre in considerazione.

Pertanto è bene testarne la fruibilità anche ad esempio con dispositivi di lettura vocale dello schermo.

Mvoip. Realizzato il restyling del sito web

mvoip
mvoip

E’ stato pubblicato il nuovo sito di Mvoip, sito istituzionale della Emmeti srl di Melzo (Milano), azienda specializzata in telefonia aziendale su voip, centralini aziendali e assistenza dedicata.

Il vecchio sito Mvoip
Il vecchio sito Mvoip

Nel caso specifico è stato operato un totale restyling del sito web sia grafico che funzionale.

Dal punto di vista grafico è stata rispettata la volontà del cliente di mantenere la stessa struttura del layout con la slide in header.

Dal punto di vista funzionale sono state aggiunte azioni nella slide in header, aggiunti contatti in alto sempre in vista, aggiunta una call in action in home page.

La home page continua con un duplice focus su “chi siamo” e sull'”assistenza dedicata”, vero fiore all’occhiello dell’azienda.

Si focalizzano poi i servizi e i prodotti di maggior rilievo.

La pagina si conclude con i contatti, e il richiamo alla pagina social su Facebook.

Il nuovo sito Mvoip
Il nuovo sito Mvoip

Strategia sul budget AdWords

budget adwords
budget adwords

Il budget AdWords è l’investimento in danaro che si intende attraverso strumento Google per raggiungere diversi obiettivi di business tra i quali:  aumentare la propria brand awareness, invitare utenti a visitare il proprio sito web o permette loro di fare azioni come acquistare prodotti on line.

Di per sé non è la soluzione a tutte le nostre pretese di vendita on line o di visibilità.

Spesso si commette l’errore di considerare AdWords come la soluzione per vendere on line. Grave errore!. Così si rischia di rimanere scottati e non avere più fiducia di questo valido strumento.

E’ bene chiarire che AdWords è solo uno strumento. Permette di mettere in contatto aziende con potenziali clienti. Nulla di più.

Come tutti gli strumenti può essere usato bene o male. Nel primo caso si hanno risultati. Nel secondo caso si rischia di buttare via soldi.

Se vuoi approfondisci qui cos’è Google AdWords e come funziona.

Tra le priorità di un consulente AdWords si annovera quella di tenere sempre chiari gli obiettivi che si vogliono perseguire con l’utilizzo di AdWords e allineare il budget che il cliente spende proprio con gli obiettivi.

Gli obiettivi

Come più volte scritto nei post precedenti gli obiettivi possono essere molteplici:
acquisire più click verso il sito, generare vendite on line, generare consapevolezza del proprio brand ecc.

Quale strategia?

Facciamo un esempio:

Il cliente ha una piccola impresa e vorrebbe iniziare a pubblicizzarsi mediante AdWords.
Cosa consigliamo al cliente?

“Facciamo un test: inizia a spendere un euro al giorno e vediamo che succede? Se arrivano visite allora aumentiamo il budget.” Impostazione sbagliata sia sotto il profilo logico che metodologico: un investimento, anche di poche euro non lo si investe “alla cieca” e il consulente che permetterebbe una cosa del genere non sarebbe professionale. Inoltre è difficile che arrivino risultati.

“Spendi poco all’inizio ma dopo un paio di settimane dirotta un budget maggiore sulle aree che portano maggiori risultati”: Questa è una strategia giusta. Spendere poco (non certo un euro al giorno) permette di fare un test non costoso, ma soprattutto di valutare attraverso la lettura dei dati in quale area investire di più.

“Spendi molto all’inizio e dopo un paio di settimane diminuisci il budget nelle aree meno produttive”. E’ una strategia sbagliata in quanto troppo aggressiva e pericolosa in termini di dispersione di danaro.

Quanto spendere in AdWords?

La domanda giusta è “come calcolare il budget giornaliero?”. Il budget mensile che il cliente può investire in una campagna AdWords va vista con riferimento ad ogni giorno di campagna. Terminato il budget giornaliero gli annunci non sono più visibili fino al giorno successivo.

E allora…

Come calcoliamo il budget giornaliero?

Se si è abituati a lavorare su budget mensili non serve altro che dividerlo per 30,4, cioè il numero medio di giorni al mese. Otterremo così il budget giornaliero.
Per esempio: se il cliente vuole investire 1450 euro al mese per la pubblicità, è sufficiente dividere questo importo per 30,4 e otteniamo un budget giornaliero di 48 euro.

Attenzione: potrebbe accadere che AdWords in un certo giorno potrebbe produrre fino al 20% di clic in più di un giorno di budget specificato con relativo aggravio dello stesso. Si tratta di un fenomeno comunque circoscritto ai singoli giorni. Su base mensile, infatti, il budget totale utilizzato da Google è effettivamente quello a lui destinato (cioè il budget quotidiano moltiplicato 30.4).

Si può calcolare il budget quotidiano sulla base del costo medio in click.
Per fare un esempio concreto: scopriamo che il costo medio di un click è 10 centesimi, e il cliente desidera avere 500 click al giorno, impostiamo un budget di 50 euro.

AdWords stesso potrebbe raccomandare di modificare il budget. Può accadere in corso di campagna che AdWords consigli aumenti di budget in base ad alcuni specifici segnali come le prestazioni recenti della campagna, il budget della campagna corrente, l’elenco delle parole chiave e le impostazioni di targeting per campagne.
Si tratta semplicemente di raccomandazioni che il cliente può seguire o meno.

Ecco dunque la strategia sul budget adwords

La regola generale dunque è iniziare con budget minimi e aumentare poi nel tempo investendo di più sulle aree che portano maggiori guadagni.

A seconda degli obiettivi che si vogliono raggiungere si possono avere diverse dinamiche di conversione:

Brand awareness: si intende far conoscere l’azienda e quello che fa. Far crescere la consapevolezza dell’azienda richiede senz’altro un budget maggiore rispetto alle conversioni che si possono realizzare e alla quantità di persone che è necessario raggiungere.

Incoraggiare a navigare il sito: è consigliato agire con budget medio grandi per fare entrare inizialmente più persone possibili nel sito web.

Incoraggiare le azioni: Incoraggiando l’utente a fare qualcosa si accorcia la catena acquisizione-conversione e si possono ottenere maggiori risultati con budget minore.