Il mondo SEO è notoriamente dinamico, soggetto a fluttuazioni e talvolta improvvisi cali di posizionamento. Di recente, Google’s Search Liaison, Danny Sullivan, ha offerto preziosi consigli a un webmaster che ha riscontrato un calo significativo del traffico organico. Analizzando questo scambio, possiamo apprendere strategie pratiche per diagnosticare e affrontare cali di posizionamento, mantenendo la rotta nel mare spesso burrascoso della ricerca organica.

E’ quanto si apprende da un articolo di Search Engine Journal qui.

La storia: Wesley Copeland, proprietario di un sito di notizie dedicate a Steam Deck, ha espresso su Twitter la sua preoccupazione per un drastico calo di traffico proveniente da Google. Si interrogava sul perché il suo sito, precedentemente considerato una fonte autorevole per guide su Steam Deck, avesse subito tale perdita di visibilità.

La risposta di Danny Sullivan: In risposta, Sullivan ha suggerito un approccio metodico in 5 fasi per individuare e analizzare le possibili cause del problema:

  1. Confronto temporale: Utilizzare Google Search Console per confrontare le metriche del sito negli ultimi 6 mesi con il periodo precedente.
  2. Identificazione delle cadute: Analizzare il report “Query” ordinato per variazione dei clic, concentrandosi su cali significativi.
  3. Verifica del posizionamento: Controllare se il sito mantiene un buon posizionamento per quei termini di ricerca.
  4. Interpretazione delle fluttuazioni: Ricordare che gli algoritmi di ranking di Google sono in costante evoluzione, generando inevitabilmente fluttuazioni nei posizionamenti.
  5. Mantenere la calma: Se il sito si posiziona ancora tra i primi risultati, probabilmente non è necessaria alcuna correzione fondamentale.

La lezione da imparare: Sullivan sottolinea che le variazioni di traffico possono dipendere dal fatto che i sistemi di Google trovino occasionalmente altri contenuti da ritenere più utili per gli utenti in quel momento specifico.

Implicazioni per i professionisti SEO: Questa vicenda evidenzia l’importanza per gli SEO di monitorare costantemente le prestazioni dei siti tramite strumenti come Google Search Console. L’approccio consigliato da Sullivan può fornire preziose informazioni sulle variazioni di traffico e potenziali aree di ottimizzazione.

SEO e resilienza: Mantenere posizionamenti top richiede un costante allineamento ai criteri di ranking in continua evoluzione di Google. Poiché questi algoritmi migliorano costantemente per offrire risultati più rilevanti agli utenti, le fluttuazioni nei ranking sono da considerarsi come un elemento quasi fisiologico.

Conclusioni: Il caso di Copeland illustra la volatilità intrinseca all’SEO, dimostrando che anche siti affermati possono subire impatti dai cambiamenti nelle priorità di ranking di Google. Le ultime parole di Sullivan offrono un mix di rassicurazioni e realismo:

“Probabilmente non hai problemi fondamentali, e il modo in cui mostriamo i contenuti potrebbe cambiare per aiutarti nel tempo.”

Lo scambio tra Copeland e Sullivan è una lezione sulla necessità di rimanere vigili e reattivi alle continue evoluzioni degli algoritmi di Google.

Seguendo il percorso tracciato da Danny Sullivan, potrete navigare con maggiore consapevolezza e resilienza le mutevoli correnti dell’algoritmo di Google, mantenendo i vostri siti a galla nell’oceano dei risultati di ricerca.

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